Dieta senza grassi: perché occorre evitarla

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Dieta senza grassi: perché occorre evitarla

I grassi sono realmente da evitare? Prova a pensare a quante volte non hai acquistato un prodotto a causa del suo contenuto di grassi, optando per un prodotto più light.
Se hai sempre pensato che ridurre l’apporto di lipidi fosse la scelta più salutare, ti consigliamo di leggere questo articolo, in cui proviamo a fare un po’ di chiarezza.

A cosa servono i grassi?

I grassi svolgono delle funzioni fondamentali per il nostro organismo. La loro funzione, infatti, va ben oltre quella energetica:

  • costituiscono le membrane cellulari ed intracellulari
  • aiutano l’assorbimento delle vitamine liposolubili (A, D, E, K)
  • sono antiossidanti: proteggono il nostro organismo dall’attacco dei radicali liberi e dall’invecchiamento cellulare
  • sono precursori di fattori infiammatori ed antinfiammatori
  • hanno un’azione regolatrice a livello ormonale. Il colesterolo, ad esempio, è un precursore degli ormoni steroidei e sessuali.

    Nelle donne la massa grassa ricopre un ruolo importante anche in termini riproduttivi ed è proprio per questo motivo che la percentuale di massa grassa fisiologica è superiore a quella dell’uomo (20-30% vs 15-20%). Diete povere di grassi o troppo restrittive possono causare non soltanto alterazioni del ciclo mestruale ma anche difficoltà riproduttive ed infertilità.
    Come anticipato, i grassi hanno un ruolo nella sintesi degli ormoni sessuali: il loro contributo è molto importante in tutte le fasi del ciclo mestruale. Per sostenere lo sviluppo del follicolo, ad esempio, non servono soltanto proteine nobili ma anche omega 3 (che troviamo in particolare nel pesce azzurro o nei semi di lino).
    Risulta quindi evidente come i grassi siano fondamentali all’interno di una dieta equilibrata e bilanciata, in particolare per le donne.

Quanti grassi mangiare?

Secondo i LARN, nell’ambito di un’alimentazione equilibrata e bilanciata, i grassi devono garantire il 20-35% dell’apporto calorico giornaliero. Ma non tutti i grassi sono uguali: i grassi mono e polinsaturi svolgono un ruolo benefico e protettivo per la nostra salute mentre quelli saturi possono rivelarsi molto dannosi.
Un eccesso di grassi saturi può predisporre a malattie cardiocircolatorie, a sovrappeso e obesità. Si tratta dei grassi che possiamo trovare nella carne, nei latticini, negli oli vegetali (es. palma, arachide, mais) e nella margarina. I LARN raccomandano di non superare il 10% dell’apporto calorico giornaliero fornito da questa famiglia di lipidi.

Quali grassi assumere in gravidanza?

Durante la gravidanza i grassi diventano macronutrienti fondamentali: una loro carenza potrebbe alterare, tra le altre cose, lo sviluppo del sistema nervoso del bambino, la sua vista e l’accrescimento in generale. In questo periodo così particolare della vita di una donna, i LARN raccomandano una supplementazione in DHA (Omega 3) di 100-200 mg al giorno.

Quali sono i grassi buoni?

Si sente spesso parlare di “grassi buoni”, vediamo insieme cosa sono e come sceglierli. Quando si parla di grassi benefici per la salute, si tratta dei monoinsaturi e polinsaturi. L’esempio più comune è forse l’acido oleico – caratteristico dell’olio d’oliva- che ha un’azione antiossidante e protettiva nei confronti delle patologie cardiovascolari.

Tra i grassi polinsaturi troviamo gli omega 3 (EPA, DHA) e gli omega 6, che il nostro organismo non è in grado di produrre in autonomia e che dobbiamo introdurre con l’alimentazione.

Le migliori fonti di acidi polinsaturi sono:

  • Pesci grassi come acciughe, sardine, aringhe
  • Fonti vegetali come noci e semi di lino

Occorre prestare attenzione alla qualità dei prodotti e, naturalmente, alla quantità che si assume. Rispetto a questo, il consiglio è sempre di fare riferimento alla propria nutrizionista.

Dott.ssa Nancy Grillo – Team Nutrition

27 Giugno 2023